mercoledì, marzo 16, 2016

L'arte è per tutti?

La domanda ovviamente non ha una risposta univoca, basti pensare a quello che è successo di recente a Bologna: l'arte che era per tutti è stata cancellata dall'autore stesso prima che diventasse arte per pochi. Chi ha ragione e chi ha torto? Il dibattito è sicuramente interessante, ma non è di questo che vorrei parlarvi oggi. O meglio non direttamente di questo.
Di arte, cultura e piccola iena avevo già parlato qui in termini entusiastici: alla mia prima visita al museo Egizio 2.0 avevo trovato perfino la baby toilet!
Ieri mattina avrei dovuto portare la piccola iena all'asilo, ma ci siamo svegliati tardi e così ho dovuto ripiegare su altro: era una bella giornata di sole e di stare in casa non se ne parlava, così ho pensato di approfittarne per andare a vedere la mostra "Matisse e il suo tempo" a Palazzo Chiablese.
Siamo usciti tardi come al solito, abbiamo preso il bus e poi il tram, siamo scesi dietro ai giardini reali e ci siamo fatti una bella passeggiata risalendo da Viale dei Partigiani per arrivare su Piazza Castello, potendo osservare da vicino tanti luoghi che avevamo di recente visto sulle pagine del libro "Pimpa va a Torino" che tanto gli piace.
Arrivati alla mostra facciamo il biglietto, andiamo al guardaroba a posare le giacche e ci lanciamo tra i quadri. La premessa è ovviamente la seguente: da un bambino di tre anni non mi aspetto niente di diverso da una passeggiata nelle sale, una roba da 20/30 minuti al massimo. Niente pannelli da leggere, niente audioguide, solo un giro tra i quadri parlando un po' con la iena, facendogli osservare cose che penso gli possano piacere e ascoltando quello che ha da dire. E questa volta da dire ce n'era, soprattutto perchè c'era un quadro dal titolo "Chitarra" che rappresentava, a sua detta, una chitarra tutta spezzata :-) La cosa l'ha entusiasmato talmente tanto che gli ho detto che se al bookshop avessero avuto una riproduzione su cartolina ce la saremmo comprata.
Alla fine del giro, come insegna anche Bansky, siamo passati dallo shop, ma purtroppo della chitarra di cui sopra non ve ne era traccia e la iena si è un po' risentita... Poco male: abbiamo scelto un'altra riproduzione sempre con chitarra, anche se si trattava di un quadro di Matisse che non era in mostra. Paghiamo e io ovviamente dovevo andare in bagno; quando però decido, mannaggiammmme, di asciugarmi le mani con l'aria calda lui esplode. Lo faceva spesso quando era più piccolo, ma era da mesi che ormai non succedeva più e questo, unito a tante altre piccole cose che magari si erano sommate, ha fatto sì che iniziasse uno dei suoi pianti disperati. Arriviamo davanti agli armadietti per riprendere le nostre cose e uscire as soon as possible e si avvicina la solita pensionata che non sa farsi i fatti propri.
Prima dice qualcosa del tipo "perchè piangi" e la iena, come spesso accade in questi casi, alza il tiro. Gli farò una maglietta con la scritta "se sto piangendo e non siete mia madre o mio padre fatevi i fatti vostri". La signora, invece di girare i tacchi e andarsene, alza il tiro pure lei e inizia ad urlare che quello non è un posto dove si urla, che non è neanche un posto per bambini e non sapeva neanche perchè ci avevano fatti entrare; poi mi guarda con sguardo acido e mi spiega che il bimbo ha fame e sonno e che non è posto per noi. Io ho cercato di chiamare a raccolta tutta la pazienza che avevo in corpo e non solo non l'ho mandata a quel paese, ma non l'ho proprio calcolata e lei ci deve essere rimasta male perchè se n'è andata subito. Al suo posto sono arrivate due gentilissime ragazze addette alle sale che ci avevano visto durante la visita che, con un sorriso, si sono avvicinate alla iena chiedendole cosa fosse successo, visto che nelle sale era stato così bravo. Miracolo, ha smesso di piangere, e ha iniziato a raccontare della chitarra spezzata e di come la mamma avesse detto che a casa l'avremmo cercata sul computer visto che lì la cartolina non c'era. E la ragazza che distribuiva le audioguide, che aveva assistito alla scena precedente, ha detto una cosa del tipo che la signora non doveva intromettersi.
Quindi mi chiedo, cara signora, se l'arte non è per noi, cosa lo è? L'area giochi del centro commerciale va bene? Un bar, un ristorante forse sono già border line... il giardinetto? O neanche lì possiamo urlare in pace? Per strada, sul bus, sul treno? Possiamo posare i nostri nobili culoni sul sedile accanto al suo o ha paura che potremmo disturbare? Signora mia, le comunico che un bambino di tre anni a volte piange apparentemente senza motivo, ma le assicuro che non lo lascio morire di fame: abbiamo pranzato, come nostro solito, sul tardi, verso le 13,30 senza spargimenti di sangue e di lacrime e per quanto riguarda la nanna, sì, abbiamo fatto anche quella, alle 15,30, come spesso accade. Conosco mio figlio, conosco i suoi ritmi e le nostre giornate e le assicuro che non ho bisogno di consigli non richiesti su come comportarmi.
Ah, le comunico anche che i più grandi musei del mondo hanno programmi per bambini, scuole dell'infanzia che vanno in visita, baby toilet e nessuno si è mai sognato di dire che quelli non sono posti per loro. Perchè anche un bambino di tre anni ha il suo stesso diritto di godere della bellezza, anche se ovviamente lo farà a modo suo. Quindi, cara signora, non le permetto di dire a me e a mio figlio che una mostra di quadri non è un posto per noi, perchè dovrebbe essere un posto per tutti, non si è mai troppo piccoli per imparare ad apprezzare le cose belle. E io lo faccio molto volentieri perchè anche la iena sembra apprezzare, altrimenti non mi spiegherei come mai ieri pomeriggio, appena mio marito è entrato in casa, lui gli abbia voluto raccontare della chitarra spezzata e l'abbia obbligato a cercare le immagini sul pc.
Devo ammettere che in questi tre anni, soprattutto quando la iena era appena nata, ho sempre ricevuto opinioni e pareri non richiesti da parte di estranei che la sapevano lunga in materia di gestione di bambini, però mi sono sempre fatta scivolare sopra le cose.
Stavolta ci sono rimasta davvero male per il pensiero di fondo della signora, che probabilmente è lo stesso di migliaia di altre persone, ossia che i bambini devono stare coi loro simili nei loro ghetti in modo che, possibilmente, rompano poco le scatole.
Io invece penso che i bambini siano cittadini del mondo e, come tali, possano stare al giardinetto a giocare e a divertirsi, ma anche a passeggio tra le sale di un museo. E sì, può capitare che piangano, ma le assicuro, cara signora, che nessuna mamma gode intimamente nel sentire il proprio figlio che urla per un motivo assolutamente inspiegabile e che, verosimilmente, disturba.
La rassicuro anche su un'ultima cosa, cara signora: non avrei mai permesso che disturbasse la sua visita alla mostra, non trascinerei mai un bambino in lacrime per le sale di un museo. Quando organizzo le nostre gitarelle da turisti in città cerco sempre di portarlo in posti che gli possano piacere e, se vedo che non funziona, sicuramente non mi intestardisco: se quel giorno non gli vanno a genio i quadri, ma vorrebbe lo scivolo si cambia programma al volo e grazie al mio Abbonamento Musei posso permettermi di farlo senza troppi dispiaceri.
Le comunico infine i nostri prossimi spostamenti, con la speranza di non incontrarla mai più sulla mia strada perchè non so se riuscirei a stare zitta di nuovo: la mostra "Il Nilo a Pompei" al Museo Egizio, le fotografie di National Geographic a Palazzo Madama e i neo restaurati appartamenti reali a Venaria.
Cosa mi auguro per il futuro? Che mio figlio cresca con la curiosità di conoscere il mondo in tutte le sue sfaccettature, che ami le arti in tutte le sue forme e che continui ad apprezzare i prodotti dell'ingegno umano come fa adesso. E che continui ad avere negli occhi la stessa curiosità con la quale adesso guarda il mondo.
Sono tante cose, lo so, ma sono e rimango un'inguaribile ottimista, anche e soprattutto dopo aver incrociato la mia strada con quella di signore così.

2 commenti:

Lidia
martedì, marzo 22, 2016

Io mi son sentita dire in uno spaccio di abbigliamento che quello non era il posto per una bimba piccola! Ma allora che si deve fare... starsene sempre tappati in casa?! Ottima scelta invece quella di fargli vedere il mondo: sono stimoli positivi importanti che sicuramente non dimenticherà!

Marica
giovedì, marzo 31, 2016

Brava Lucia!!

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